Piazza Pianciani

Descrizione

La piazzetta è dedicata all'illustre patriota spoletino Conte Luigi Pianciani (1810 - 1890).  

Dopo un carriera come funzionario statale dello Stato della Chiesa, fu eletto gonfaloniere di Spoleto nel gennaio del 1848 in successione ad Alessandro Onofri. Dopo pochi mesi, però, il 2 aprile 1848, lasciò la carica per recarsi a combattere la prima guerra di indipendenza. Fu quindi deputato costituente alla Repubblica Romana nel 1849, quando i rivoltosi presero il potere costringendo alla fuga Papa Pio IX. Poi i francesci riconquistarono al Papa la città eterna e Pianciani dovette fuggire, recandosi a Civitavecchia, poi a Genova, quindi a Marsiglia, con l'intento di raggiugnere Parigi. Ma la peste scoppiata in quel porto di mare lo costrinse a rimanerci molti mesi. Finalmente raggiunse Parigi, ove si manteneva con le rimesse della famiglia, con le quali aiutava anche molti altri esuli. Una equivoca vicenda che coinvolse un suo beneficiato (Sebastiano Giaretta) lo vide imputato, immeritatamente, di spionaggio. Così nel 1851 fuggì a Londra, dove conobbe Victor Hugo e Karl Marx, ma dove iniziò la sua divergenza ideologica dalle idee dell'amico Giuseppe Mazzini. Nel 1853 si portò in territorio indipendente, sull'isola di Jersey, dove fondò un giornale indipendente di sinistra (L'homme), cosa che gli procura dei guai, tanto da trasferirsi sull'isola di Guernsey. Chiude il giornale che aveva assoribto ingenti fortune e si reca in Belgio, Germania e Svizzera. In questo periodo muore il padre Vincenzo (1856).

Luigi era in Svizzera, a Ginevra, quando nel 1961 lo raggiunse un appello degli spoletini a tornare in città, appello cui risponde positivamente, tornando in Italia dopo un decennio di esilio.

Fu battuto alle elezioni del 1867 dal conservatore Pompeo Campello.

Fu consigliere provinciale, primo sindaco di Roma dopo che essa divenne capitale d’Italia, fu vicepresidente della Camera italiana, colonnello di Garibaldi, scrittore di opere storiche ed economiche.

Suo illustre progenitore fu Pietro Pianciani, guerriero e politico, guelfo, che tra il 1327 ed il 1347 detenne per vent'anni il potere a Spoleto, col titolo, pure, di Gonfaloniere.

La piazza a lui dedicata, sul fronte del palazzo di famiglia, fino al 1923 si chiudeva con un prato un prato in salita, una ripa, che permetteva anche ai carri di salire a Via Fontesecca. Quando si iniziò a discutere dei vari progetti per creare una piazza pianeggiante e quindi una scalinata in fondo, vi furono numerose polemiche, perchè i carri non avrebbero più potuto salire per quella via fino a Piazza del Mercato.

Fu dapprima approvato il progetto dell'architetto Pompilij con una sola scala, trasversale, Poi fu approvata la piccola “scalinata di piazza di Spagna”, la doppia scalinata con balaustra, disegnata dall'architetto Ugo Tarchi e realizzata, appunto, nel 1923.

La zona attualmente è occupata dal cantiere delle nuove scale mobili. Al termine dei lavori sarà rimesso in sito il monumento a Luigi Pianciani realizzato dal romano Trotti, allievo di Ettore Ferrari, e con bassorilievi dello spoletino Mariano Lilli. Inaugurato il 30 aprile 1906, reca le seguenti iscrizioni. Sul lato destro la sintesi della sua vita: 1810nacque ricco di censo, 1890 morì povero.  Sul lato sinistro le battaglie cui Pianciani prese parte: Marghera, Roma, Golfo Aranci, Bezzecca, Mentana. Sul lato posteriore l'elenco dei suoi ruoli: cospiratore, soldato, esule, storico, oratore, magistrato, statisti, la vita consacrò alla patria.

Piazza Pianciani ospita la sede della Banca popolare di Spoleto, fondata da Giulio Cesari nel 1895, con la formula della Cooperativa, dopo il fallimento del Banco Laurenti e delle altre auttro banche spoletin. La prima sede della Banca fu in una stanza in vicolo San Filippo, poi si trasferì al secondo piano di Palazzo Pianciani, ove ora è tornata dopo che nel palazzo ebbe sede il Liceo Scientifico. Poi trovò ampia e definitiva sede nel palazzetto Pianciani, dall'altro lato della piazza rispetto alla precedente sede.

Più antica l'origine della Cassa di Risparmio di Spoleto (1836), poi fallita, come detto, intorno al 1892. Nel 1896, la Cassa venne rifondata, sull'onda della nascita, l'anno prima, della Banca Popolare. 

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