Santissima Icona

Descrizione

Tra i segreti di Spoleto, di certo è il più noto.

Questa tavoletta bizantina del XI/XII secolo, di tratto mediocre, racchiude in sè una altissima valenza storica e e devozionale. 

Ricorda e testimonia lo storico attacco che Federico Barbarossa (Federico I Hohenstaufen) mosse a Spoleto il 20 luglio del 1155, in quanto il "Fodrum", la tassa che pretendeva, gli venne pagato con moneta locale, da lui ritenuta falsa. Inoltre pare che avessero fatto prigioniero l'ambasciatore. Dopo una settimana di assedio, il 27 luglio del 1155, gli spoletini tentarono una sortita in campo aperto, ed ebbero la peggio. Così le armate del Barbarossa entrarono in città, da Via dell'Assalto, e la distrussero, incnediando anche il Duomo.

Dopo trent'anni, in seguito ad apposite trattative si giunse alla pace. Così l'imperatore Barbarossa donò a Spoleto la Santissima Icona nel 1185, che la leggenda vuole essere stata dipinta da San Luca.

Essa è custodita in Duomo, ove nel 1626 fu realizzata la Cappella della SS. Icona, al posto della vecchia sagrestia, proprio per ospitarla.

Fu anche rubata, ma rinvenuta e rimessa al suo posto.

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