Mitreo

Descrizione

In via Bruno Buozzi, dietro Villa Redenta, tra il civico 26 ed il civico 28, si trovano dei resti di un tempio dedicato a Mitra, dio persiano "psicopompo", cioè accompagnatore di anime nell'aldilà. Egli è entrato nel pantheon dei romani come "dio sole" (Apollo / Helios ). Il suo culto inizia a diffondersi nel I secolo avanti Cristo e declina intorno al IV secolo dopo Cristo. Veniva festeggiato il 25 dicembre, per cui si suppone che i primi cristiani abbiano mutuato da Mitra i festeggiamenti per la rinascita, per il riallungarsi della durata del giorno dopo il solstizio di inverno.

Mitra veniva adorato da elette comunità di iniziati, solitamente di alto ceto. Molto spesso i riti si svolgevano nelle stesse case o ville degli adepti, ma esistevano anche dei tempi a ciò dedicati. Molti sono dislocati nell'area di Roma ed Ostia. Esiste testimonianza di una rete di mitrei da Otricoli a Nocera Umbra, ma quello di Spoleto è l'unico che sia stato rinvenuto in Umbria.

Il Mitreo di Spoleto fu scoperto nel 1878 dal professor Fabio Gori su incarico del Marchese Filippo Marignoli, proprietario del terreno.

E' largo 4,00 metri e lungo 18,42. Al momento del rinvenimento presentava ancora resti di mosaici e di intonaci in rosso, il colore del fuoco, quindi del sole. D'altra parte in rosso sono anche le pareti del Mitreo delle Sette Porte di Ostia. Dai resti si dedusse che il tetto crollato era "a volta", probabimente ad imitazione del soffitto di una grotta. C'erano anche delle stanze sulla destra, destinate forse alla abitazione del sacerdote. Sono andate perdute con l'espansione urbana ed i lavori per la ferrovia. Il Marignoli non portò a termine gli scavi, ma costruì un edificio a protezione dei ruderi, poi crollato.

Vi rinvennero all'interno molti oggetti trra i quali una lanterna in terracotta, monete dell'imperatore Graziano e dell'imperatore Costantino, una statuina di Apollo in gesso, una medaglia a forma di corce con le effigi del sole e della luna.

Non è possibile stabilire l'epoca della sua costruzione, situabile vagamente tra il II ed il III secolo d.C.. Poi fu probabilmente fu distrutto dai cristiani nel IV secolo, come è accaduto anche al Mitreo di Vulci. Il tempo e l'incuria hanno fatto il resto: oggi purtroppo si trova in pessimo stato, ricoperto dalla vegetazione, per cui è possibile vederne solo un piccolo tratto.

Nel museo archeologico di Spoleto sono conservati alcuni oggetti attinenti al Mitreo: parte di statuine (braccio e mano) lì rinvenuti e sui quali Canzio Sapori scrisse a matita la parola "Mitreo" ed acquerelli  di Silvestro Silvestri che rilevano lo stato del luogo.

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