Chiodo della Santa Croce

Descrizione

San Domenico, conserva, secondo la leggenda, nella cappella Benedetti di Montevecchio, sulla sinistra, in fondo, un chiodo di quelli che crocifissero Gesù Cristo.

La leggenda che lo porta a Spoleto è lunga. All'inizio del IV secolo Sant'Elena si recò in terra santa per cercare reliquie di Cristo, e trovò i chiodi della Santa Croce. Però, tornando in Italia, incappò in un tempesta e la placò sacrificando un chiodo, gettandolo in mare.

Nel 1464 un eremita del Monteluco lo trovò su una spiaggia dell'adriatico, e lo portò nel suo eremo.

Alla morte dell'eremita fu portato, insieme a varie povere masserizie, a San Salvatore, dove un fabbro, riutilizzando questi materiali, tentò di scaldarlo per riutilizzarlo, ma inutilmente: non si fondeva.

Al chè lo butto in terra malamente e subito un suo braccio  si paralizzò. Fu chiamato il Vescovo e gli fu narrata la leggendaria provenienza. Al che il Vescovo toccò il braccio e lo risanò. Quindi affidò il Santo Chiodo alla custodia dei domenicani, che avevano convento vicino alla chiesa.

Nel 1591 era ospite del convento Papa Gregorio XIV, che sofferente di vari mali si fermò a pregare davanti al chiodo e fu guarito. (Poi però, il 16 ottobre di quell'anno morì).

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