Carceri del Sant´Offizio

Descrizione

Circa 20 anni fa sono state scoperte le carceri della Inquisizione, che si suppone arrivò a Spoleto piuttosto tardi, oltre il 1500. 

Nei primi anni del 1800, poi, questi ambienti furono usati per l'acquartieramento delle truppe napoleoniche. Ne rimangono a testimonianza alcuni disegni a matita, per altro pregevoli.

Tornate vie le truppe che appoggiavano i francesi, questi ambienti ridivennero prigione per i condannati dalla Congregazione del Santo Offizio fino a fine secolo, e di questo periodo vi sono più tracce: varie scritte dei detenuti. Per le epoche precedenti, invece, le successive imbiancature a calce, fatto alla scopo di disinfettare i muri, hanno coperto molte probabili testimonianza. 

La carceri non sono visibili se non in occasioni particolari. Si trovano al di sotto dell'Istituto d'Arte, in piazza XX settembre, nel compelsso, ovviamente, dei Dominicani.

Nonostante la morfologia sia stata variata da modifiche strutturali, vi si vedono ancora le celle. Senza finestre, perchè affacciano sul corridoio delle guardie e non all'esterno. I buioli per i bisogni corporali, con ancora i tappi in legno originalil. Le porte e le grate, in parte originali, in parti di riuso. Scritte e disegni, tra i quali un pregevole panorama di un borgo marino realizzato all'interno di un porta in legno, probabilmente con un ferro arroventato.

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