Teodolapio - Alexander Calder

Descrizione

Nel 1962 il curatore delle mostre del Festival dei Due Mondi, Giovanni Carandente, chiese ad alcuni artisti contemporanei di creare delle opere da esporre in città, a cielo aperto, e di donarle poi a Spoleto. Fu uno straordinario esperimento riuscitissimo dal Titolo "Sculture in città", rimasto nella storia dell'arte moderna. Esposero a Spoleto personaggi del calibro di Giacomo Manzù, Pietro Consagra, David Smith, Henri Moore, Nino Franchina, Lynn Chadwick, Alexander Calder, Leoncillo Leonardi, Marino Marini.

Una delle più importanti è il Teodolapio, di Alexander Calder, artista statunitense di orgini scozzesi.

Egli divenne famoso per le sculture mobili, ma si dedicò anche a grandiose installazioni destinate ad interagire con la città, con il traffico, con le persone.

Quella di Spoleto, infatti, funge da rotatoria del piazzale della stazione, ma anche da sfondo dela lungo Viale Trento e Trieste, visto dal centro città.

Calder realizzò altre sculture simili: sono esposte, ad esempio, a Montreal, Hannover, Rotterdam, Stoccarda, Berlino, Chicago, Città del Messico.

Quella in acciaio nero che svetta nella nostra città è dedicata al Duca di Spoleto che resse l’importante ducato dal 600 al 653 dopo Cristo.

La scultura si trova in Piazza Polvani (piazzale della stazione), è alta 18 metri, larga 14 e pesa 30 tonnellate 

Giovanni Polvani (1892 - 1970) fu un eminente scienzato della fisica, che collaborò anche con Enrico Fermi ed insiegnò alla università di Bologna prima e di Milano poi. Fu anche presidente del CNR. 

Mappa