Porta Leonina (di S. Gregorio)

Descrizione

Contraddistingue l'entrata nella parte antica della città di Spoleto, per chi viene da nord.

Anticamente v'era la Porta di S. Gregorio, cui si accedeva tramite il ponte sul Tessino.  Da un antico disegno del Turner si può comprendere come fosse fatta: molto stretta ed alta, con una unica apertura e caratterizzata da un cassero soprastante, più profondo della porta e quindi sporgente, merlato, e praticabile, a scopo di difesa e avvistamento. 
Siccome fa parte della ultima cinta muraria, finita poco prima del 1300,  è lecito supporre che anche Porta San Gregorio fosse di quel periodo.

Il 28 settembre 1823 venne eletto Papa un esponente di una famiglia spoletina: Annibale Sermattei della Genga (Leone XII).  

Da questa elezione Spoleto si attendeva molto, ed in effetti ebbe in dono il palazzo di famiglia, nella omonima piazza, al fine di farne delle scuole. Esso è ancora oggi di proprietà comunale (vi trovano posto gli uffici tecnici). Sempre in dono ricevette anche delle proprietà terriere nella zona di Giano dell'Umbria. 

Il Papa fece sistemare il corso del Marroggia e di altri torrenti, affidandone l'opera agli ingegneri Girolamo Scaccia e Clemente Folchi.
Fece restaurare l'affresco della facciata del Duomo, unì la delegazione di Spoleto a quella di Rieti, di fatto un grande ampliamento.  Fece anche riaprire il collegio dei Gesuiti, nella omonima via, istituendovi una scuola e poi un convitto per gli studenti di fuori città.

E nel 1827, due anni prima della morte, approvò il progetto di ricostruzione di porta S. Gregorio.

Sorse così la prima porta Leonina, in onore al nome del Papa, che è qui visibile nella foto in bianco e nero.

Essa andà distrutta nel 1944 durante la ritirata dei tedeschi.

Successivamente fu edificata la nuova porta Leonina, a doppio arco, visibile nella foto a colori.

Mappa