Palazzo Ancajani

Descrizione

La famiglia Ancajani si insediò a Spoleto nel XII secolo. Si narra che Carlo Goldoni dedicò ad Antonio Ancajani la commedia "Gli Innamorati"  (scritta in italiano ed ambientata a Milano).

Il suo palazzo risale alla seconda metà del XVII secolo, ed   affaccia su Piazza della Libertà e sul Teatro Romano.

Esso è dotato di un amplissimo atrio, con accesso sia dalla piazza che dal retro, dal quale parte una larga e luminosa scalinata che porta ai piani superiori.

La facciata è in pietra, il portone principale è sovrastato da un balcone che poggia su colonne.

Si noti la diversa ricchezza delle finestre del primo piano (il "piano nobile") e di quelle del secondo ed ultimo piano. Questo stile, comune a tutti i palazzi dell'epoca, rispecchia il diverso uso dei piani del palazzo: al piano nobile, con poche scale, ma a distanza di sicurezza dai malintenzionati, i proprietari. All'ultimo piano o al sottotetto la servitù.

Il palazzo fu sede della Prefettura Napoleonica del Trasimeno, della Delegazione Pontifica e della Provincia.

Attualmente vi trovano dimora le Poste Centrali, il Centro Italiano di Studi sull'alto Medioevo, la Accademia Spoletina.

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