Torre quadrata

Descrizione

In via Cecili, vicino alle mura ciclopiche, questo basamento riportato alla luce dagli scavi del Sordini a fine ottocento, dimostra l'esistenza di una torre quadrata, a scopo difensivo.

Essa, prima della costruzione di Via Cecili, dominava tutta la ripa sottostante.

Dietro c'era una porta, ora murata, ma ancora visibile nell'angolo rientrante delle mura.

Secondo alcune fonti fu distrutta dagli attacchi nemici, magari quello famigerato del Barbarossa nel 1155.

Secondo altri, e più probabilmente, fu demolita per il solito riutilizzo di materiale.

La citazione della via, artificialmente creata nel XIX secolo, ci dà agio di parlare di Piersanto "Saccoccio" Cecili.

Visse tra il quindicesimo ed il sedicesimo secolo. Capitano di ventura combattè al soldo del Re di Francia ma anche per la sua città. Si ricorda che fu a capo della spedizione del 1502 contro i Duchi di Camerino e riconquistò a Spoleto Montesanto di Sellano. 

Lui, guelfo, fu protagonista di aspre battagli contro Galeazzo De Domo per il potere su Spoleto. Cacciato in esilio da papa Giulio II, si recò a Venezia, e combattè per la Serenissima. Nel 1508 guidò l'esercito di Venzia, insieme al Conte di Pitigliano e a Bartoleo d'Alviano (altro umbro) contro quello francese., che, nella battaglia di Ghiaradadda, ebbe la meglio. In quella battaglia mori Saccoccio Cecili. Pare che Saccoccio volesse attuare una ritirata strategica, ma Bartolomeo lo convinse ad attaccare, e di lì la sconfitta e la morte, prima di giungere alla quale abbattè da solo molti nemici a cavallo. 

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