San Brizio

Descrizione

I primi edifici di culto in questo luogo risalgono risalgono all'epoca romana, ma fu il Vescovo Brizio a costruirvi un primo edificio cristiano.

Esso fu ingrandito tra il IX ed il X secolo, finchè alla metà del XII secolo fu costruita questa chiesa romanica, a tre navate con presbiterio sopraelevato (come a San Gregorio e San Sabino).

Si ritiene che a seguito di vari crolli la facciata sia stata ricostruita nelle parti laterali, mentre sia rimasta originale la parte centrale, con la bifora.

Anche il portale è successivo, probabimente del XVI secolo.

La "Passio XII fratrum qui e Syria venerunt" (storia dei 12 fratelli che vennero dalla Siria, scritta intorno all'800 D.C.), narra che tra il 360 ed il 333 d.c. Anastasio venne a Roma dalla lontana Siria insieme ai due figli Eutizio e Brizio e a nove nipoti, tra i quali Isacco.

Anastasio fu decapitato nel corso delle persecuzioni di Giuliano l'Apostata, cioè Flavio Claudio Giuliano, nipote di quel Costantino che aveva convertito Roma alla cristianità, ultimo imperatore romano pagano.

Brizio ed Isacco scapparono verso Spoleto.
Isacco andò eremita sul Monteluco e poi in città si stabilì nell'attuale S. Ansano.  
Brizio si recò a predicare sui monti Martani, poi nei pressi di Spoleto, vicino alla attuale Eggi, a Santa Maria in Mariano, dove edificò una piccola chiesa ed un fonte battesimale. Lì battezzava i convertiti. Lì ebbe in sogno la visione di San Pietro, che lo nominò vescovo di Spoleto (primo Vescovo di Spoleto) e gli diede i poteri di ordinare altri vescovi, e così fece per Bevagna, Bettona e Perugia.

Quando morì i presenti lo videro salire in cielo in forma di colomba. 

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