Monteluco eremi

Descrizione

Il primo eremita del Monte Luco pare essere stato S. Isacco, che giunse a Spoleto  dalla lontana Sira nel V secolo d.C..

Sul suo esempio molti altri eremiti si ritirarono sul Monte Luco, nella zona di San Giuliano, in quella del belvedere ed in altre ancora. così  la zona fu interdetta all'accesso delle donne.

Esiste una lettera di Michelangelo Buonarroti che dice di ar trovato "un gran piacere nelle montagne di Spuletia visitare què romiti".

Tra gli eremi visitabili quello di S. Antonio da Padova (che fu canonizzato a Spoleto).
Sant'Antonio di Padova (in portoghese Santo António de Lisboa, al secolo Fernando Martins de Bulhões) nacque a Lisbona il 15 agosto 1195 e morì a Padova il 13 giugno 1231. Da principio (1210) fu monaco agostiniano a Coimbra. Si recò in Africa per una missione di evangelizzazione e fu colto da una tempesta che lo fece naufragare a Messina con i suoi compagni. Lì apprese della esistenza di San Francesco e risalì a piedi la penisola per raggiungerlo. In questo viaggio soggiornò sul Monteluco. Dal1220, quindi, fu frate francescano. Fu incaricato dell'insegnamento della teologia e inviato per questo dallo stesso San Francesco a contrastare la diffusione dell'eresia catara in Francia. Fu poi trasferito a Bologna e quindi a Padova. 

V'è poi, poco sotto, quello del beato Francesco Beccaria, "Franciscus de Papia", cioè Francesco da Pavia, al secolo Antonio Beccaria. Nacque tra 1413 e 1418, morto, secondo la tradizione il 16 agosto del  1454.
Fu colto dalla peste durante un'epidemia che devastava l'Umbria, ne morì ma per sua intercessione, la regione fu liberata dal morbo.  Nel 1640 le sue spoglie furono esposte nella chiesa di S. Francesco di Monteluco.

Per raggiungere gli eremi si entri nel bosco sacro, di fronte al cippo si volti sulla destra seguendo la strada maestra, poi si prenda il primo e poi il secondo vittolo da sinistra. 

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