Fonti e Tempio del Clitumno

Descrizione

Luogo sacro venerato da vari popoli, dagli Umbri, dagli Etruschi, dai Romani. Chiamato "Ad Sacraria" (per la quantità di tempietti ed edicole, poi "Le Vene" o "Le fonti", consiste nella risalita dal suolo di acque vittime di un fenomeno carsico.

Lo strano fenomeno fu ascritto al "Dio Clitumno", e diede vita al mito dell'oracolo di "Giove Clitumnialis". Nelle acque de Le Fonti si purificano le giovenche di Mevania prima del sacrifico agli dei.

L'incanto ha ispirato l'arte di Virgilio, di Properzio, di Plinio il Giovane, di Lord George Gordon Byron, Giosuè Carducci, di Nicolas Poussin, di Jean Baptiste Camille Corot.

Vicino alle Fonti il Tempietto del Clitumno, risaltente al IV secolo D.C. Rimasto ora sotto la Via Flaminia, sorgeva in realtà sopraelevato rispetto alla Fonti. In stile romanico fu, probabilmente, fin dalla sua nascita, luogo sacro di transizione ta paganesimo e cristianesimo. I tre fronti erano probabilmente abbelliti da sculture, ora perdute. La parte del Tempio che rimane è profonda 10 metri e larga 4,5.

Si accedeva, probabilmente, alla parte superiore grazie a due scalinate laterali precedute da un proprio pronao, che venne demolito nel XVIII secolo per riutilizzarne i blocchi. Due colonne là tolte sono ai lati dell'altare maggiore della Chiesa di San Filippo. E' invece ancora presente la pietra sacrificale, sul pianerottolo. 

Sotto il colonnato con capitelli corinzi una piccola porta conduce al corridoio ove si trovava la vasca per le abluzioni sacre.

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