Madonna della Piaggia (Chiesa della Concezione)

Descrizione

Laddove ora c'è una scalinata che sale da Via dei Gesuiti a Via Cecili e Via della Posterna, v'erano gli Orti di San Nicolò, e la ripa era chiamata "la piaggia".

Già nei primi anni del XVI secolo vi fu costruita una cappella per porvi una immagine miracolosa della Madonna. Si narra che questa immagine, oggi conservata nell'abside, abbia ridato la vista ad un cieco, abbia ridato vita ad un neonato morto eposto sull'altare, abbia parlato ai fedeli per bocca della sua devota Eutilia. Pare che questa immagine, nel 1540,  abbia addirittura pianto, e che questo pianto, raccolto da Eutilia e Margherita in un panno, abbia reso questo panno strumento di guarigione.

Nel 1591 la cappelletta venne ampliata dalla Congregazione dei Giovani Nobili di Spoleto.

Dal 1594 al 1605 si lavorò alla edificazione del santuario destinato ad accogliere l'immagine, costruito a pochi metri di distanza, nella sede attuale della "Madonna della Piaggia", detta anche "Chiesa della concezione dei Gesuiti". Nel 1605 al momento di traslare l'immagine nella nuova sede i muratori erano molto preoccupati della difficoltà del distacco dal muro. Ma la Madonna li incoraggiò per bocca di Eutilia e l'immagine si staccò al primo colpo. Venne appoggiata dunque su un supporto di legno che si spaccò per il peso. Ma nè il capomastro Nicolò che ne venne travolto nè l'immagine stessa subirono danno alcuno: l'immagine sacra non cadde, ma rimase a mezz'aria.

Nel 1621 il santuario venne preso in cura dai Gesuiti, il cui convento dà il nome, ancora oggi, alla strada.

Dopo i Gesuiti passò alla Congregazione dei Nobili, e, nel 1802, alla Compagnia della Fede di Gesù (fondata da Padre Nicola Baccanari).  

Dopo essere stato abbandonato, il Collegio dei Gesuiti fu riaperto dal "Papa Spoletino", Leone XII, il 4 luglio 1826. Vi fu aperta anche una scuola di livello elementare, chiusa poi nel 1860, nel quadro dei tanti cambiamenti apportati dal nuovo regime. In quell'anno divenne convitto e Scuola Classica.

Per molti anni parte della chiesa fu annessa, per uso di magazzino, alla caserma Nino Bixio, già distretto militare. La stessa caserma/distretto era nell'edificio del Collegio dei Gesuiti, ora usato come sede degli uffici  del Giudice di Pace e abitazioni private.

Nel collegio dei Gesuiti studiò San Gabriele della Addolorata (al secolo Francesco Possenti, Assisi, 1/3/1938, Isola Gran Sasso 27/2/1862), patrono della regione Abruzzo e della Gioventù Cattolica Italiana.

La chiesa, oggi restaurata e completamente restituita al culto, ha supplito alla chiusura per restauri della chiesa parrocchiale di San Gregorio per circa tre anni.

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