Duomo

Descrizione

La struttura originaria della cattedrale risale alla fine del 1100, quando si procedette alla ricostruzione degli edifici distrutti nel 1155 da Federico Barbarossa (S. Maria del Vescovato e S. Primiano).
Di  S. Primiano si è conservata la cripta sotto all‘attuale Cappella delle Reliquie.

Nel 1232 Papa Gregorio IX ascoltò qui la lettura dei cinquantatré miracoli approvati di Sant'Antonio da Padova e, dopo il canto del "Te Deum", proclamò solennemente e ufficialmente santo frate Antonio, fissandone la festa liturgica nel giorno anniversario della sua nascita in cielo, il 13 giugno. 

trovandosi Papa Gregorio IX a Spoleto, vi celebrò, il 30 maggio, la cerimonia di canonizzazione di S. Antonio di Padova, che divenne così Santo a meno di un anno dopo la morte. Leggenda vuole che i devoti padovani per riconoscenza provvidero a impermealizzare il tetto del Duomo col piombo.

Interventi successivi sono stati effettuati  con l'aggiunta di un portico di stile rinascimentale fra il 1491 e il 1504 e col rifacimento degli interni nel 1600.

Fu consacrata da Papa Innocenzo III nel 1198 e terminata fra il 1216 e 1227.

L‘attuale facciata ha ampliato la preesistente, ed è stata completata intorno al 1200. E’ impreziosita da rosoni e arcate ogivali cieche. Fra i simboli dei quattro evangelisti è posto il mosaico di foggia bizantina, finito nel 1207, il quale raffigura Cristo tra la Vergine Maria e S.Giovanni.  Il rosone centrale, del XII secolo, è al centro di un quadrato che negli angoli ha i simboli dei quattro Evangelisti. Esso, a sua volta, sormonta una galleria cieca di cinque colonnine e due telamoni.

Il portico aggiunto nel 1491-1504 da Ambrogio di Antonio Barocci da Milano e Pippo di Antonio da Firenze, è composto da cinque archi, coi pulpiti laterali.

Il campanile è del XII secolo, è costruito in grandi conci squadrati, in parte provenienti dalle precedenti strutture. Fu usato anche a scopo di difesa. La cella campanaria è stata aggiunta nel 1512-15 su progetto di Cola da Caprarola.

L'interno è a tre navate e sei campate, con colonne a capitello corinzio. Ospita fra le tante opere di grande pregio artistico un affresco con Madonna e Santi del Pinturicchio, e nel transetto destro la tomba del pittore Filippo Lippi, he, insieme ai suoi seguaci, realizzò gli affreschi “Presepio“, “l‘Annunciazione“, la “Dormitio“ e “l‘Incoronazione della Vergine“.
 
Nel 1638 il Cardinale Francesco Barberini commissionò a Luigi Arrigucci la trasformazione dell‘interno in stile barocco, su desiderio di suo zio Maffeo Barberini, Papa Urbano VIII.
Il Papa  era stato vescovo di Spoleto dal 1608 al 1617, ed in suo ricordo commissionò un suo busto in bronzo, a Gian Lorenzo Bernini (1640). Era posto sopra il portale, ora è conservato al Museo Diocesano. Durante questi lavori furono allargate le navate laterali e il transetto. Dell‘impianto romanico restano il pavimento della navata centrale e l‘abside centrale.

In un ulteriore intervento del XIX secolo, Giuseppe Valadier, l‘architetto di Piazza del Popolo e del Pincio a Roma, creò gli altari e le porte.

L'affresco della facciata fu restaurato intorno al 1827 per ordine del Papa di famiglia spoletina Annibale Sermattei della Genga, Leone XII.

Nella nicchia della navata sinistra è stata collocata una delle opere più importanti del Duomo di Spoleto: il “Crocifisso“, pergamena dipinta applicata su tavola, di Alberto Sotio (1187). Proviene dalla Chiesa dei Ss. Giovanni e Paolo. 

Fino al 1930 l'altare era sormontato da un baldacchino, FU demolito perchè nascondeva i dipinti del Lippi.

Per il resto dell'ingente e ricco patrimonio artistico contenuto dal Duomo rimandiamo a specifiche guide o agli apparecchi audiovisivi ivi presenti.

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