Casina degli Ippocastani

Descrizione

Alla fine dell’800 il giardino era già adibito a spazio ricreativo, e vi fu costruira la “Casina degli Ippocastani”.

L’edificio ha una immagina alpina: infatti fu disegnato costruito dall’architetto elvetico Thomas Fol, di Ginevra.

Egli era venuto a Spoleto per acquistare i graffiti della facciata di Palazzo Arroni, ma, innamoratosi di una donna spoletina, Rosa, rimase a vivere qui, noto, ovviamente, col nomignolo di “’u svizzeru”.

Ove è ora la Casina c’era una piccola edicola votiva dedicata S. Maria dei Sette Dolori.

Nel dopoguerra fu costruita la pista da ballo di forma rotonda, che fu molto usata fino agli anni settanta per feste e danze.

Nel 2003 la pista da ballo fu decorata con un disegno di Sol Lewitt, che ora è appena leggibile

La Casina, dopo molti anni in cui era rimasta in disuso, fu riattivata ed usata come ristorante prima e come pizzeria poi. Al momento è di nuovo inutilizzata.

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