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Alla fine dell’800 il giardino era già adibito a spazio ricreativo, e vi fu costruira la “Casina degli Ippocastani”.
L’edificio ha una immagina alpina: infatti fu costruito dall’architetto Walter Fol, di Ginevra, che si era trasferito a Spoleto ed era, ovviamente, noto col nomignolo di “’u svizzeru”. Ove è ora la Casina c’era una piccola edicola votiva dedicata S. Maria dei Sette Dolori.
Nel dopoguerra fu costruita la pista da ballo di forma rotonda, che fu molto usata fino agli anni settanta per feste e danze.
Nel 2003 la pista da ballo fu decorata con un disegno di Sol Lewitt, che ora è appena leggibile
La Casina, dopo molti anni in cui era rimasta in disuso, fu riattivata ed usata come ristorante prima e come pizzeria poi. Al momento è di nuovo inutilizzata.