Spoleto

Descrizione

L’origine del nome della città è fatto risalire da alcuni alla parola etrusca “spur”, che significa città. Ma i più la attribuiscono al greco “spao lithos”, sasso spaccato. Infatti il colle S. Elia appare proprio come una parte del Monteluco, spaccatasi.

Vi sono tracce che dimostrano come Spoleto fosse abitata fin dalla preistoria, almeno dal VII secolo a.C., dal popolo deglli Umbri. Sono state rinvenuto anche tombe risalenti all'età del ferro.

Le mura ciclopiche, risalenti al V-IV secolo a.C., fanno pensare ad una città fortificata, eretta in posizione strategica laddove la valle umbra si chiude.

“Spoletium” è diventata colonia romana nel 241 a.C., e si mantenne fedele nel tempo a Roma. Durante le guerre puniche, difese la capitale respingendo Annibale dopo la sua vittoria al Trasimeno (217 a.C.).

Dopo la caduta dell’impero romano di occidente (476 d.C.) Spoletium si avviò al periodo di maggior splendore della sua storia, durato ben 600 anni..

Nei primi anni del 500 la città fu restaurata e le paludi della valle ai suoi piedi furono bonificate.

Nel 545 fu espugnata da Totila, re degli ostrogoti, ma nove anni dopo fu riconquistata restaurata da Narsete che provvide anche a ripristinare parte delle mura.

Nel 571, col primo Duca, Faroaldo, Spoleto divenne la capitale del Ducato longobardo di Spoleto, costituendo la Langobardia minor insieme al Ducato di Benevento. Qualunque mappa dell’alto e del basso medioevo riporta il nome di Spoleto, sebbene i confini del Ducato, in quel lungo periodo, si modificarono, estesero e ritrassero
Caduti i Longobardi (774), il Ducato passò ai Franchi. Quando l'impero carolingio fu smembrato, i Duchi di Spoleto, Guido III e suo figlio Lamberto, divennero Re di Italia e imperatori del Sacro Romano Impero.

Nel 1155 Spoleto, " città dalle cento torri" venne attaccata da Federico Barbarossa, che rinunciò al saccheggio al prezzo di un riscatto. Gli Spoletini lo pagarono recandosi in delegazione nella attuale piazza d’Armi, sede dell’accampamento nemico. Ma,secondo la leggenda, la moneta era falsa, cosicchè il Barbarossa attaccò e distrusse la città. Più tardi le delegazioni raggiunsero un accordo e Barbarossa, in segno di pace, regalò alla città l’icona della Madonna, tutt’ora custodita in Duomo.

Spoleto fu teatro di lotte tra Guelfi e Ghibellini, non diversamente da tante altre importanti città in epoca tardo medioevale. Papa Innocenzo III, nel 1198, la dichiarò annessa allo stato della Chiesa, cosicchè questo anno è convenzionalmente assunto come quello della fine del Ducato.

Quando la cattività Avignonese (1309 / 1377) disgregò lo Stato, fu inviato in Italia da Papa Innocenzo VI il  cardinale Egidio Albornoz che comprese l’importanza strategica del sito. Così da Forlì, ove si trovava per combattere gli Ordelaffi, nel 1362 ordinò per lettera la costruzione del più imponente castello della collana delle fortezze albornoziane.
L’architetto Matteo di Giovannello da Gubbio, detto il Gattapone, la ultimò in soli 5 anni.

Nel Rinascimento Spoleto alternò periodi di vigore a periodi di regresso. Ero comunque una importante sede dello Stato Pontificio: ben due papi, Urbano VIII e Pio IX, erano stati arcivescovi di Spoleto.
Durante l'occupazione francese, Spoleto fu capoluogo del Dipartimento del Clitunno e poi di quello del Trasimeno
Dalla Restaurazione (1814) fu sede di una Delegazione Pontificia.

Il 17 settembre 1860, tre giorni prima della breccia di Porta Pia, il generale piemontese Filippo Brignone entrò a Spoleto, conquistando la città al nascente Regno d’Italia.

Il nuovo Stato italiano, però, privilegiò Perugia come capoluogo della provincia che inglobava anche il territorio spoletino.

In queste pagine illustriamo le bellezze di Spoleto. Non possiamo e non pretendiamo di esaurire lo scibile su di essa. Speriamo però di poter dare spunti ed idee per una visita più piacevole ed eventuali approfondimenti. Per questo motivo limiteremo al massimo le immagini delgi interni, che riserverete alla vostra scoperta.

-----------------------------

Gli studi per redigere i testi di questa sezione sono stati compiuti su molti e vari materiali, tra i quali i più importanti sono:

LIBRI:

La Rocca di Spoleto, Carlo Bandini, Ed. Tipografia Umbra

Immagini e memorie di Spoleto, Alcao Rambaldi e Bruno Toscano, Cassa di Risparmio di Spoleto 1963.

La traversa nazionale interna di Spoleto, un intervento urbanistico ottocentesco, Liana Di Marco, Edizioni Ente Rocca di Spoleto, 1982.

Vedere Spoleto, Ivano Marinucci, Quinto Santarelli, Liana Di Marco, Arduino Parente, Vittore Quarantini, Ed. Galleria d'Arte 1631, anno 1982.

Nuovi Documenti sulle Arti a Spoleto, Silvestro Nessi, Ed. Banca Popolare di Spoleto, anno 1992.

Spoleto, una città cantiere durante il ventennio, Liana Di Marco, Pro Spoleto e Fondazione Carispo, anno 1999

Riedizione di Vedere Spoleto, Marisa Angelini, Lidia Antonini, Giampiero Ceccarelli, Liana Di Marco, Maria Serena Giorgetti, Ivano Marinucci, Arduino Parente, Quinto Santarelli, anno 2007.

Villa Redenta, Giovanna Silvestri, Ed. Associazione Amici di Spoleto, 2008

Umbria manuali per il territorio, Spoleto, Lamberto Gentili, Luciano Giacchè, Bernardino Ragni, Bruno Toscano.

Luci ed ombre di Spoleto antica, medievale e moderna, Antonio Pallotta, Panetto e Petrelli, 1989

Spoleto, una banca, una città un territorio, Banca Popolare di Spoleto, AA.VV. 1995 

Spoleto centum turres habebat, Silvia Falconi, Tipolitografia Spoletina.

Villa Redenta, Giovanna Silvestri, Associazione Amici di Spoleto, 2008.

L'arcobaleno in tasca, Sergio Grifoni, Nuova Eliografica, 2007.

Il mitreo di Spoleto, Giovanna Bastianelli Moscati, 2007

La restaurazione a Spoleto, Aulo Laudenzi, Accademia Spoletina, 1971

Il teatro romano e l'ex monastero di S. Agata, Giovanni Curti, Sauro Di Sante Coaccioli, Stefania Gubbiotti, Associazione Amici di Spoleto, 2011

Le edicola sacre di Spoleto, Roberto Quirino, Enel, 1996.

G. Angelini Rota, Guida di Spoleto e del suo territorio, A.G. Panetto e Petrelli, 1929.

Spoleto formato cartolina, Lamberto Gentili, Pro Spoleto, 1986

Spoleto 100 anni, Teodoro Laurenti, Marta Bartoli, Ernesto Falconi, Pro Spoleto 2000

Spoleto, argomenti di storia urbana, Guglielmo De Angelis d'Ossat e Bruno Toscano, Banca Popolare di Spoleto, 1985

Vincenzo e Luigi Pianciani ed il loro tempo, Romano Ugolini, Cassa di Risparmio di Spoleto, 1988.

La Rocca d Spoleto, studi per la storia e la rinascita, Banca Popolare di Spoleto, AA.VV. 1983 

I nomi delle vie di Spoleto, estratti dall'Eco dell'Umbria. AA.VV., Tipogrfia dell'Umbria.

I castelli e le ville dell'antico contado e distretto della città di Spoleto, Mons. Luigi Fausti, Carispo 1990

Umbria, Spoleto da Scoprire, Fonti e Fontane e Spoleto Arte e Cultura, opuscoli del Comune di Spoleto.

Monteluco, l'eremo francescano, Giulio Mancini, Antica Porziuncola

Edilizia Sacra a Spoleto, Liceo Scientiifico Alessandro Volta e Sovrintenza dell 'Umbria, a cura di Marina Malatino.

SITI:
http://www.comunespoleto.gov.it
http://www.arcidiocesidispoletonorcia.it/
http://www.umbria-itinerari.it
http://www.lamiaumbria.it
http://edicolesacre.umbriacentrale.it

ARTICOLI:

Spoletium 11/1962, Sculture in città, Giovanni Carandente

ALTRO:
Tabelle urbane Mirabilia 
Tabelle affisse all'interno delle Chiese